lunedì 31 luglio 2017

TARI, ringraziamo il Sindaco ma...

Diamo atto al Sindaco di aver, seppur con ritardo, cercato di spiegare le dinamiche che hanno portato a questo pasticcio e che  lo hanno spinto ad affermare di aver  :"dato indicazione agli uffici comunali,che ringrazio per il grande lavoro che stanno svolgendo, di raccogliere tutte le indicazioni pervenute per porre rimedio alle distorsioni che potrebbero emergere."
Ma, come gli abbiamo ricordato in una conversazione privata, anche in questo caso gli uffici non sembrano averlo supportato a dovere.
Scrive infatti il Sindaco:

Molti mi hanno chiesto circa possibili errori applicativi della norma a tal proposito voglio precisare che L'Art.1, comma 27, della legge 208/2015 proroga per il 2017 la deroga all'applicazione dei criteri di cui al DPR 158/1999, di questa deroga ci siamo serviti per una diversa distribuzione del carico tributario.


Eh no, Costabile, noi continuiamo a ritenere che per un errore all'apparenza così grossolano come quello del coefficiente che determina la tariffa parte variabile dei "single", una spiegazione deve esserci, ma non può essere certamente quella invocata. Infatti l'art. 1 della finanziaria 2015 non fa che modificare il comma 652 della finanziaria 2013 che ( per la parte che ci interessa) così si esprime:
  • Nelle more della revisione del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158, al fine di semplificare l'individuazione dei coefficienti relativi alla graduazione delle tariffe il comune puo' prevedere, per gli anni 2014, 2015, 2016 e 2017, l'adozione dei coefficienti di cui alle tabelle 2, 3a, 3b, 4a e 4b dell'allegato 1 al citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 1999, inferiori ai minimi o superiori ai massimi ivi indicati del 50 per cento, e puo' altresi' non considerare i coefficienti di cui alle tabelle 1a e 1b del medesimo allegato 1.
Cosa dice questa norma in pratica.


  1. Il Comune poteva non tener conto dei coefficienti per la determinazione della parte fissa (KA, relativo ai mq) e previsti dalla tabella 1a (la 1b è per i comuni < 5000). Il Comune ne ha tenuto invece conto, ma qui non c'è alcun problema.
  2. Qui, invece, c'è l'errore. L'Amministrazione poteva  discrezionalmente SOLO aumentare del 50% i massimi della tabella 2, cui appartiene il coefficiente  KB (quel "può" è riferito "ai minimi e ai massimi" e non certo  all'adozione dei coefficienti).  Il KB riferito ai  "single" é pari a 1 mentre il Comune lo ha portato a 3.38 ( + 238%), ben oltre il limite concesso.. E con tanti saluti alla progressività dell'imposta secondo il criterio "chi più inquina, più paga".
La spiegazione se c'è non può essere questa, anzi come si è soliti dire "la toppa è peggiore del buco".

Voglio innanzitutto evidenziare che i costi vivi del servizio non sono affatto aumentati ....... la norma nazionale ci costringe a porre a carico di chi paga la quota di chi non paga,una profonda ingiustizia perpetrata da chi ha pensato ed approvato questa legge e non da questa amministrazione .Questa follia normativa ci costringe ad inserire nel calcolo della tariffa circa € 725.000,00, somma che incide in maniera determinante su ogni singolo contribuente.

Il Sindaco dice una cosa esatta ma incompleta. D'altro canto l'avv. Montone è da mesi che sul blog e sui social mette in guardia da questa situazione. Il Sindaco, però, dimentica di ricordare che questi 725.000 euro sono, è vero, crediti verso chi non ha pagato in questi anni, ma sono crediti divenuti inesigibili, ossia (sempre con le ineccepibili considerazioni svolte anche ultimamente dall'Avv. Montone) crediti su cui il Comune può mettere una pietra sopra. Quindi vogliamo dare una responsabilità anche alle Amministrazioni che non sono riuscite ad incassare questi soldi e che hanno mantenuto questi crediti tra i residui attivi?

Inoltre, in considerazione del fatto che l'84% circa dei nuclei familiari residenti a Castellabate è composto da 2 o più persone che in diversi casi vedono ridursi la tassazione non facendo notizia, mentre il restante 16% è in buona parte rappresentato da " residenti di comodo", abbiamo cercato di adottare una struttura tariffaria che tutelasse la maggioranza dei residenti e penalizzasse i "furbi". Mi rendo conto che è molto complicato riuscirci, il sistema delle riduzioni che abbiamo previsto finalizzato a garantire forti abbattimenti "agli unici occupanti reali", va rodato e migliorato nel tempo.

In realtà, secondo i dati della tabella allegata al regolamento, è composto da 2 o più componenti il 68% dei nuclei familiari residenti e non l'89% (in questa percentuale sono ricompresi non residenti e case sfitte). Secondo le nostre tabelle (leggi) si sono visti ridurre (nelle medie) l'imposta solo i nuclei con 2 persone, ossia il 26%, e solo per case superiori ai 76 mq. Ovviamente i nostri calcoli possono essere sbagliati in quanto per calcolare il 2016 ci siamo attenuti agli esempi fatti dal Sindaco in Consiglio Comunale. Il fenomeno delle "residenze di comodo" è un fenomeno ben noto e da noi denunciato dal giorno della nostra nascita come blog (un problema facilmente risolvibile e se non viene risolto la colpa non è certo dei cittadini). Ma, caro Sindaco, in questo caso c'entra come i cavoli a merenda. Ha una rilevanza sull'IMU ma non sulla TARI. Anzi, le residenze di comodo pesano sui "costi del servizio" solo un paio di mesi all'anno e, secondo la legge nazionale, dovrebbero aver diritto ad una riduzione. E, poi, "paga il giusto per il peccatore", va bene quando lo applica il Comune mentre "è una profonda ingiustizia" quando lo applica lo Stato?

Credo non bisogna generalizzare, alimentando facili polemiche o lanciarsi in ipotetici calcoli sulla bolletta che lascerei fare agli uffici comunali.

Almeno per quanto ci riguarda non abbiamo alimentato facili polemiche, ma abbiamo segnalato solo quello che ci è apparso come un macroscopico errore (e che a tutt'oggi nessuno ha spiegato). Abbiamo segnalato che, nonostante quanto previsto dal Regolamento, prevedere d'ufficio alcune riduzioni ( per esempio ultrassessantenni residenti nel Comune da 10 anni ) sarebbe stato non solo opportuno ma di facile attuabilità e rispondente alle norme sulla semplificazione amministrativa. E a questo proposito segnaliamo che c'è un problema interpretativo sugli ultrassessantacinquenni con la sola pensione sociale
Quanto ai calcoli, per il 2017, ci siamo affidati al Regolamento e alle tabelle preparate dagli uffici. Sulla loro correttezza siamo abbastanza sicuri. Per il 2016 ci siamo basati su quanto detto in Consiglio Comunale. Se il sito istituzionale riportasse i dati degli anni scorsi avremmo potuto essere certi anche del 2016. Ma, come sosteniamo da secoli, il sito istituzionale lascia molto a desiderare come completezza delle informazioni e trasparenza.

IL SINDACO CHIARISCE SULLA TARI!

Cari concittadini ritengo utile fornire alcune precisazioni utilizzando questo strumento che mi consente più facilmente di raggiungere tutti e trattare un argomento di pubblico interesse quale quello della Tari di così grande attualità in questo momento.
Molti mi hanno chiesto circa possibili errori applicativi della norma a tal proposito voglio precisare che L'Art.1, comma 27, della legge 208/2015 proroga per il 2017 la deroga all'applicazione dei criteri di cui al DPR 158/1999, di questa deroga ci siamo serviti per una diversa distribuzione del carico tributario.
Voglio innanzitutto evidenziare che i costi vivi del servizio non sono affatto aumentati e che la legge istitutiva della Tari stabilisce che i Comuni, ai fini della determinazione della tariffa approvino un piano finanziario che oltre ai costi sostenuti per il servizio prevedano l'inserimento di una voce riguardante la parte del ruolo inesigibile. In poche parole la norma nazionale ci costringe a porre a carico di chi paga la quota di chi non paga,una profonda ingiustizia perpetrata da chi ha pensato ed approvato questa legge e non da questa amministrazione .Questa follia normativa ci costringe ad inserire nel calcolo della tariffa circa € 725.000,00, somma che incide in maniera determinante su ogni singolo contribuente.
Inoltre, in considerazione del fatto che l'84% circa dei nuclei familiari residenti a Castellabate è composto da 2 o più persone che in diversi casi vedono ridursi la tassazione non facendo notizia, mentre il restante 16% è in buona parte rappresentato da " residenti di comodo", abbiamo cercato di adottare una struttura tariffaria che tutelasse la maggioranza dei residenti e penalizzasse i "furbi". Mi rendo conto che è molto complicato riuscirci, il sistema delle riduzioni che abbiamo previsto finalizzato a garantire forti abbattimenti "agli unici occupanti reali", va rodato e migliorato nel tempo. A questo proposito è stata già avviata una attività di verifica di queste residenze che non vuole significare respingere chi ha deciso di acquistare casa nel nostro paese ma il riaffermare un principio di equità (basti pensare all'impatto sul gettito Imu di queste categorie).
Altro elemento di valutazione sono le tantissime case a disposizione presenti nel nostro territorio, per le quali non potendo collegare alcun nucleo familiare all'immobile abbiamo stabilito dei parametri presunti con i quali abbiamo determinato il numero degli occupanti in base ai metri quadrati dell'immobile utilizzato come casa vacanza.
Ai fini di una più equa ripartizione nella platea dei contribuenti abbiamo inserito categorie che non erano presenti o classificate in maniera errata che oggi evidentemente dovranno fare i conti con un tributo a loro sconosciuto.
Ho cercato di tracciare qui solamente alcuni punti sui quali sono state fatte le valutazioni, sapendo bene che parlare di politiche fiscali o della istituzione di un tributo comunale è sempre cosa difficile e che l'equilibrio si ottiene con il tempo modellando gli strumenti al territorio.
Credo non bisogna generalizzare, alimentando facili polemiche o lanciarsi in ipotetici calcoli sulla bolletta che lascerei fare agli uffici comunali. So che ci sono alcune cose da rivedere o errori di trasferimento delle banche dati comunali ma il compito del Sindaco è anche quello di ascoltare e cercare di capire dopo una attenta analisi quali modifiche possono essere apportate e su questo ho dato indicazione agli uffici comunali,che ringrazio per il grande lavoro che stanno svolgendo, di raccogliere tutte le indicazioni pervenute per porre rimedio alle distorsioni che potrebbero emergere.
Invito pertanto i contribuenti,che dovessero riscontrare anomalie, a recarsi presso gli uffici per le verifiche delle singole posizioni e per consentire a tutti di poterlo fare senza affanni, questa mattina ho emanato una direttiva agli uffici che consenta questo fino al prossimo 11 Agosto senza che sia applicata alcuna sanzione per tale eventuale ritardo nei pagamenti.
Ringraziamo il Sindaco per l'attenzione dimostrataci taggandoci su FB, per il momento pubblichiamo la nota riservandoci di commentare in seguito.

domenica 30 luglio 2017

Ma il Sindaco vive in questo Comune?

Il titolo è bonariamente provocatorio ma, quando abbiamo letto la brevissima dichiarazione del nostro Sindaco al Mattino, ci siamo detti :"O i responsabili lo hanno male informato o il Sindaco non vive a Castellabate. Tertium non datur".
Ad Antonio Vuolo, corrispondente del Mattino, il Sindaco ha dichiarato:"Non c'è stato aumento ma un sistema più equo e proporzionale, in linea con le varie fasce sociali della popolazione... Ribadisco che nessuno vuole aumentare nulla!"
Il Sindaco ha ragione? Si direbbe proprio di NO a giudicare dalle tabelle che abbiamo elaborato. Oggi ve ne presentiamo una, quella più favorevole al Sindaco, in quanto basata sulle medie (e come diceva Trilussa :"Se uno mangia due polli e l'altro è digiuno, hanno mangiato un pollo a testa).
La Tabella è basata sulle utenze domestiche dei residenti ( e sta montando la protesta delle utenze non domestiche) e sui  metri quadri medi per ogni fascia di componenti.

Come potete notare l'unica fascia che ha goduto di una diminuzione (da un certo numero di mq come vedremo in seguito) è stata quella dei nuclei familiari con 2 componenti. Tutti gli altri hanno avuto un aumento rispetto al 2016. Se ci limitiamo ai nuclei familiari  notiamo che il  73.88% delle famiglie residenti ha avuto un aumento. Così come notiamo che il 77,85% dei residenti (inteso come popolazione generale) ha subito un aumento della TARI.
Come si vede dal riepilogo il Comune ha avuto maggiori entrate dalla TARI rispetto al 2016 pari a  290.744, 81 euro, mentre ha lasciato, sempre rispetto al 2016, 62.439,55 euro nelle tasche dei cittadini. In definitiva il Comune ha incassato 228.305,26 euro in più. 
Se questo non è un aumento della TARI, francamente non sappiamo come chiamarlo!
Ma, come dicevamo all'inizio, questo è un calcolo sulle medie. Se andiamo alle situazioni reali la situazione peggiora.
Vediamo un esempio su un'abitazione di 76 mq:
 Questa tabella ci dice che fino a 76 mq tutti i nuclei familiari subiscono un aggravio della tassazione. 
E ci dice anche che quando il sindaco dice che c'è stato un sistema più equo e proporzionale (figlio del principio chi più produce più paga) evidentemente non si è accorto che gli uffici non hanno fatto bene i conti. 
Più considerarsi equo e proporzionale un sistema in cui ( come in questo caso ) un "single" paga più di una famiglia di 4 persone?

sabato 29 luglio 2017

TARI : Chi ha diritto alla riduzione del 30%, 20% e 50%?

Lasciamo per un attimo da parte il problema dell'eccessivo aumento della TARI e del macroscopico errore commesso nel determinare la tariffa per i single (nuclei familiari con un unico componente) per elaborare un post di servizio in risposta alla molte richieste che ci sono pervenute. Abbiamo deciso di tralasciare per oggi la pubblicazione del modulo di richiesta del ricalcolo in autotela in attesa delle eventuali determinazioni del Sindaco e/o della Giunta. Visto e considerato che, secondo noi, conviene comunque pagare la prima rata in attesa di eventuali ricalcoli, vediamo quale errore può essere corretto subito, senza dover pagare la prima rata. Le bollette che stanno arrivando, nella stragrande maggioranza dei casi, non prevedono la riduzione del 30% in quanto secondo il regolamento queste agevolazioni vanno richieste e documentate (anche quelle accertabili di ufficio in quanto la documentazione è in possesso degli uffici comunali e, quindi, non sappiamo quanto in linea con la normativa sulla semplificazione).

Vediamo quindi quali sono le condizioni che danno diritto ad una riduzione del 30%:
  1. unico occupante ultrasessantenne residente sul territorio comunale da almeno 10 anni continuativi (art. 16 comma 1, lettera a - Regolamento)
  2. unico occupante pensionato, in passato già residente, rientrato sul territorio comunale dopo il pensionamento, anche da meno di 10 anni (art. 16 comma 1, lettera b - Regolamento)
  3. anziani ultrasessantacinquenni che non posseggono altri redditi se non quelli derivanti dalla pensione sociale (art. 19 comma 1, lettera a - Regolamento)
  4. nuclei familiari con portatori di handicap superiore all'80% (art. 19 comma 1, lettera b - Regolamento)
Hanno diritto alla riduzione del 20%:
  1. utente domestiche che abbiano avviato il compostaggio dei propri scarti organici ai fini dell'utilizzo in sito del materiale prodotto, nel rispetto delle norme previste dal regolamento di igiene urbana (art. 16 comma 3 - Regolamento)

    Hanno diritto alla riduzione del 50%:
    1. cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato iscritti all'AIRE e già pensionati nei paesi di residenza, limitatamente ad una unità immobiliare posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto, non locata o data in comodato d'uso (art. 16 comma 4 - Regolamento)

    Chiunque, sulla base di quanto sopra esposto, ritiene di aver diritto ad una riduzione e sul retro della comunicazione trova una situazione come questa:
    ossia con la casella "% riduzione" senza alcuna indicazione deve recarsi presso gli uffici comunali, prima della scadenza, per farsi ricalcolare la bolletta con la riduzione.
    Fermo restando che, i "single", potranno poi inoltrare richiesta di ricalcolo in autotutela della somma dovuta sulla base dei coefficienti previsti della legge (domani, in assenza di comunicazioni del Sindaco, il facsimile per la richiesta ).

    venerdì 28 luglio 2017

    Caro Sindaco, non è forse il caso...

    Caro Sindaco, stamane abbiamo visto, in streaming, solo la primissima parte del Consiglio, e dobbiamo dire che, nel rispondere alla minoranza sul tema TARI, ti abbiamo visto per la prima volta in tantissimi anni un po' in difficoltà, quasi remissivo. Dall'alto della tua lunga esperienza amministrativa ti sei evidentemente reso conto che gli uffici hanno commesso un errore abbastanza incomprensibile. A questo Regolamento TARI possono essere indirizzate moltissime critiche nel merito, nell'impostazione, sulla gestione dei rifiuti che ha portato a questa situazione. Ma sono critiche "politiche" e in quanto tali opinabili. Ma più passa il tempo e, non essendoci alcuna smentita e nessun chiarimento, più appare evidente che nell'impostare le tariffe è stato commesso un plateale errore per quanto riguarda i "single". Il coefficiente proporzionale di produttività per numero di componenti del nucleo familiare ( in sigla KB) viene stabilito dalla legge (il DPR 158/99) in un range applicativo compreso tra un minimo di 0,6 ad un massimo di 1. Le varie finanziare hanno dato la possibilità ai Comuni di incrementare il massimo  (o diminuire il minimo, ma questa è fantascienza) fino ad un massimo del 50%. Quindi la misura massima del KB può essere uguale a 1.5.
    Nel Regolamento è previsto un KB di 3.38 (ossia un incremento del 238%). Un errore talmente evidente che abbiamo pensato (e sotto sotto continuiamo a pensarlo) che ci siano norme a noi sconosciute che lo consentono (e, comunque saremmo l'unico comune italiano  ad applicarle).
    Inoltre continuano ad arrivarci segnalazioni sul fatto che non  è stata applicata la riduzione del 30% neanche in quei casi facilmente accertabili d'ufficio ( ultrasessantenni residenti da oltre 10 anni).
    Come diceva quel tale "Non accetto consigli in quanto so benissimo sbagliare da solo",  ma noi che ti stimiamo un consiglio vorremmo dartelo lo stesso.

    SOSPENDI TUTTO e sposta la data di scadenza della 1^ rata. 

    Dai il tempo agli uffici di rivedere le tabelle e al Consiglio di riapprovare il tutto.
    Da parte nostra domani daremo indicazioni ai cittadini sul come comportarsi pubblicando anche un modulo per la richiesta di ricalcolo in autotutela. 

    giovedì 27 luglio 2017

    TARI, "cartelle pazze" e stangata sui single...

    Dobbiamo confessare che quando il Consiglio Comunale approvò il nuovo regolamento sulla TARI con le relative tariffe, sottovalutammo l'impatto che avrebbe avuto sui cittadini, non tenemmo conto del massacro che avrebbe causato, non tanto e non solo alle tasche dei contribuenti, ma alla logica e al buon senso.
    Premettiamo che stasera faremo considerazioni d'insieme e di carattere generale, riservandoci nei prossimi giorni di pubblicare le tabelle che abbiamo preparato e di approfondire alcune tematiche.
    Il Sindaco, durante il Consiglio Comunale, affermò che questo regolamento rispondeva all'esigenza di far pagare di più chi più produce (rifiuti). Benissimo, all'atto pratico, questo Regolamento ottiene l'effetto opposto.
    Chi è il prototipo dell'utente che produce meno? Il cittadino che abita da solo in una piccola casa di 50 metri quadri. Ebbene, questo cittadino dovrà pagare 274.91 euro ossia 116 euro in più del 2016. E pagherà una TARI maggiore di una famiglia di 4 componenti. E pagherà sempre più di una famiglia di 4 componenti a prescindere dai metri quadrati.
    Già, perchè queste tariffe hanno un'altra caratteristica. Più aumentano i metri quadri, e quindi in teoria più aumenta la produzione dei rifiuti, minore è l'impatto sulle tasche dei cittadini.
    Un esempio. Una famiglia di 4 persone che abita una casa di 80 mq pagherà 51 euro in più rispetto al 2016. Se quella stessa famiglia abita una casa di 120 mq pagherà la stessa cifra del 2016.
    Ovviamente l'Amministrazione ribatterà che alcuni single in condizioni disagiate o ultrasessantacinquenni avranno una riduzione del 30%.
    Apriamo una parentesi. Non siamo in grado di quantificare l'entità del fenomeno. Ma alcuni cittadini ci hanno segnalato che diversi utenti che hanno diritto alla riduzione non se la sono vista attribuire in automatico, cosa banale incrociando i dati dell'anagrafe. Chiudiamo parentesi.
    Dicevano della riduzione del 30%. Ebbene, una vecchina con la sola pensione sociale e una piccola casa di 40 mq si troverà a pagare 184.39 euro, ovvero 59 euro in più dell'anno scorso.
    Le incongruenze sono moltissime e le sottolineeremo nei prossimi giorni pubblicando le tabelle.
    Finiamo con la cosa più importante. Le tariffe si ottengono in maniera complicata utilizzando formule che non è il caso di spiegare. Basti sapere che per il calcolo della Parte Variabile è fondamentale il coefficiente "kb". La normativa nazionale prevede per questo coefficiente dei minimi e dei massimi.  Per quanto riguarda i "single" la legge prevede un "kb" compreso tra 0.6 e 1. La finanziaria ha dato la facoltà ai Comuni di aumentare tale coefficiente del 50 % in più nel massimo (o ridurlo del 50% nel minimo). Ebbene il Comune ha applicato un coefficiente kb = 3.38, ossia superiore del 238% nel massimo. E' legittimo fare questo?
    Ovviamente non conosciamo tutte le norme in materia e, quindi, presupponiamo che chi ha approntato le tariffe sia al corrente di norme, leggi e/o regolamenti che a noi sfuggono. Per trasparenza potrebbe indicarle a noi e ai cittadini? 

    mercoledì 26 luglio 2017

    VORREI SAPERE: Per i parcheggi, figli di un Dio Minore?

    Riceviamo da una lettrice:
    Sono residente in una frazione del Comune di Castellabate e lavoro a Santa Maria (che ovviamente non è la mia frazione di residenza).
    Ho chiesto anche alla Polizia Urbana ma le risposte non mi hanno soddisfatta. Ebbene da quando sono riuscita a capire, anche da una discussione con un vostro collaboratore, la mia unica possibilità per parcheggiare a S. Maria, pur essendo residente nel Comune e pur lavorando a S.Maria, è quella di fare un abbonamento a 50 Euro. Cosa che non voglio fare non per i soldi, ma solamente per una questione di principio in quanto mi sembra ingiusto che chi lavora debba pagarsi un abbonamento (e, poi, detto tra noi visto dove sono ubicati i parcheggi a pagamento faccio prima a venire a piedi da casa). Sembra, poi, che la ZTL per la sosta spetti solo ai titolari dell'esercizio e ai professionisti (anche se ci sono marito e moglie che lavorano nello stesso locale commerciale e hanno due ztl). Vi sembra giusto tutto ciò?

    La Sirena e Il Castellano: 
    Per rispondere alla tua domanda ci siamo sorbiti tutta la lettura della delibera di Giunta n.124/2017. E, dobbiamo confessare, che avremmo preferito leggere Guerre e Pace in lingua originale e forse ci avremmo capito di più (per nostra carenza intellettiva e culturale, è ovvio).
    La situazione è quella che hai descritto. E, data l'ubicazione dell'esercizio, non avresti diritto neanche al parcheggio residenti di un Settore P ( ammesso e non concesso che qualcuno abbia capito che cosa siano e dove siano).
    Non si capisce, poi, perchè i titolari abbiano diritto alla ZTL e, quelli del Corso, al parcheggio in Villa Matarazzo, mentre i dipendenti non hanno diritto a nulla. O meglio, tutti eccetto i dipendenti comunali che hanno diritto alla sosta nel settore A nelle ore d'ufficio.
    Gli altri lavoratori sono forse figli di un Dio Minore (sia chiaro, non vogliamo togliere agli uni, solo dare anche agli altri)?